La Milano Fashion Week é appena terminata. Noi siamo andate in giro per voi, ecco cosa abbiamo visto.

Un Gucci sublime: una visione della moda onirica, personale, una teoria della regalità che disturba e riempie uno spazio. Un melting pot di gente che crea alchimie in boschi privati e appartati. Un mondo che può piacere o non piacere, ma è comunque un concetto, una proposta che suscita una reazione, un pensiero e una ispirazione.

Il look da montagna di Dsquared2 ha degli apprezzabili montoni, e tanti scacchi da taglialegna grunge.

N.21 continua a proporre la sua donna dalla femminilità a tratti conformista a tratti alternativa, l’ispirazione parte da Anna Magnani, e la naturale evoluzione è la donna del terzo millennio.

Max Mara ritrova il suo Dna, e fa una delle collezioni più belle degli ultimi periodi, il cappotto è tornato a rappresentare la bravura delle maestranze.

Alberta Ferretti è passata senza ricordi, unico flash la Gigi del Circo della Moda in cappa fiabesca che torna da un viaggio immaginario.

Fendi mette in scena l’artiglieria pesante tessuti maschili e l’immancabile pelliccia che fa da padrona in una sfilata dal gusto, a dir poco sofisticato ed elitario, una donna piena di Savoir-Faire. Lusso moderno che profuma di tradizione romana.

Prada è come al solito la voce fuori dal coro. Una donna borghese con commistioni Hippy, si lascia contaminare da un mix and match di influenze moda, è a tratti divertente. Una donna carica di dettagli, stivali di pelliccia, capo spalla seventy, montoni, tanto e tutto, compreso il bikini crochet.

Marras racconta un sublime romanticismo con il suo gergo inconfondibile. Il poeta della fashion week milanese è lui.

Moschino gioca con i materiali da imballaggio. Versace punta sul fluo, ma non incide. Armani cavalca una via che non gli appartiene. MSGM si ispira a Missoni.

Il nuovo Marni di Francesco Risso è stato particolarmente apprezzato, tutti hanno gridato al miracolo di San Gennaro per la multi sfaccettatura di questa donna moderna, si è parlato di celebrazione di poli opposti. Io ci ho visto una donna un po’ triste e orfana di madre, ma questa è una mia sensazione.

Jil Sander ha fatto un capolavoro di essenzialità con una personalità infinita.  Dolce & Gabbana, pur ripetendo un po’ la formula di folcloristico sud con tanto di famiglia al completo, riesce in un messaggio che ho molto apprezzato, quello cioè di una bellezza senza limiti, senza tempo e senza taglia trentasei. I due creativi prendono donne da ogni dove e le fanno divertire in passerella, esattamente quello che dovrebbe essere la moda: un gran modo di giocare.

Vi lasciamo con i nostri outfit preferiti. E i vostri quali sono? Ora tutti a Paris.

Baci e buon Weekend a tutte!
Naomi

Gucci

Naomi_Tolentinati_Sfilata_Gucci_Milano_Moda_Donna F_W 2017_2018

Prada

Naomi_Tolentinati_Sfilata_Prada_Milano_Moda_Donna F_W 2017_2018

Fendi

Naomi_Tolentinati_Sfilata_Fendi_Milano_Moda_Donna F_W 2017_2018

Max Mara

Naomi_Tolentinati_Sfilata_MaxMara_Milano_Moda_Donna F_W 2017_2018

N.21

Naomi_Tolentinati_Sfilata_N21_Milano_Moda_Donna F_W 2017_2018

Dolce & Gabbana

Naomi_Tolentinati_Sfilata_Dolce_and_Gabbana_Milano_Moda_Donna F_W 2017_2018